04/11/2011

Il dilemma

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Un'idea interessante e di tipo "classico". Forse un po' troppo lungo.

The hurt locker

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Molto bello, realistico e crudo (ma senza compiacimento nella violenza). Forse però 8 nominations e 6 Oscar, tra cui miglior film, sono eccessivi.

11/03/2009

Changeling

Changeling locandina.jpg“Changeling” in Italiano significa “bimbo sostituito”. Il titolo è dunque azzeccato, dato che qui si racconta la vera storia di Christine Collins, il cui figlio venne rapito nel 1928 e a cui, per un drammatico errore, venne riconsegnato un altro bambino. Principalmente è una storia sulla democrazia, il potere dell’opinione pubblica, la necessità di trasparenza contro l’arbitrio delle autorità, e, ovviamente, sull’amore di una madre. Clint Eastwood gira con la consueta classe: il film scorre piano, ma mai noioso, anzi il tono è quasi epico. Forse c’è qualcosa da dire sugli attori, in quanto né Angelina Jolie (scelta a quanto pare più per le fattezze “anni ‘20” che per le sue doti) né John Malkovich sono straordinariamente convincenti. Con attori più centrati forse sarebbe stato imperdibile. Per me 3 stelle.

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(dvd, 1 marzo 2009)

09/03/2009

Il papà di Giovanna

Il papà di Giovanna locandina.jpgPupi Avati, 70 anni, 40 film in carriera (6 pellicole dal 2004 a oggi) è un autore prolifico, dagli esiti alterni. Stavolta ha centrato il colpo, con un film bello e intenso. La storia, un po’ giallo giudiziario un po’ romanzo storico, è quella di una famiglia italiana durante il Ventennio a Bologna. In particolare il centro è rappresentato dal rapporto tra un padre tenero e devotissimo alla famiglia e una figlia problematica. Silvio Orlando (meritata Coppa Volpi a Venezia) incarna perfettamente il personaggio di un uomo sconfitto ma puro. Così è brava Alba Rohrwacher nel ruolo di Giovanna. Meno convincenti Francesca Neri e Ezio Greggio, esordiente in un ruolo puramente drammatico, ma nel complesso tutti sono adeguati. Con un montaggio più asciutto avrebbe meritato almeno mezzo punto in più. Per me 3 stelle. Riccardo

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(dvd, 14 febbraio 2009)

05/03/2009

Juno

Juno locandina.jpgVincitore del premio Oscar nel 2008 per la migliore sceneggiatura, "Juno" racconta la storia di una sedicenne americana (Juno, cioè Giunone in Latino) che rimane incinta e che per questo si trova ad affrontare una serie di gravi problemi a lei del tutto sconosciuti e per i quali è impreparata. Infatti dovrà scegliere se portare avanti la gravidanza o abortire. Se tenere il bambino o non riconoscerlo e darlo in adozione (oltretutto negli USA è possibile che la madre scelga a chi dare il nascituro).

L'apparente leggerezza con cui Juno affronta la vita è in realtà la forza del personaggio e del film, che tratta un tema tanto delicato con tono lieve e talvolta sgangherato, ma senza sottrarsi alla riflessione. Peccato che non tutto giri alla perfezione, dato che per esempio i personaggi maschili sono ridotti a figurette di contorno un poco patetiche e ovviamente inadeguate di fronte alla forza e sapienza delle donne. Peccato, la storia era già paradossale di suo (benché tratti di un problema piuttosto comune in tutto il mondo occidentale), forse non serviva aggiungere accenti caricaturali.

Oltre all'Oscar per la sceneggiatura, ben tre candidature all'Oscar: miglior attrice Ellen Page (che al tempo del film aveva 20 anni compiuti), migliore film e migliore regia. Forse troppe per un film godibile ma imperfetto. Grandi incassi in USA. Per me 2,5 stelle. Riccardo

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(dvd, 27 ottobre 2008)

03/03/2009

Il curioso caso di Benjamin Button

Il curioso caso di Benjamin Button locandina.jpgTratto da un breve racconto di F. S. Fitzgerald, è la storia di Benjamin Button, un uomo che invece di invecchiare ringiovanisce. La “morale della favola” è forse quella di affrontare un pensiero comune a molti: “Se fossi giovane oggi con l’esperienza della maturità sarei molto più felice”. Ma più che rispondere a domande filosofiche il regista David Fincher (“Fight Club”) vira su un romanticismo impregnato di un’atmosfera magica e surreale che in qualche modo ricorda “Il miglio verde”, ma anche “Magnolia” e soprattutto “Forrest Gump”. Dunque, a parte lo spunto iniziale, niente di nuovo, ma quello che è detto è detto bene, grazie anche a una prova buona, ma non eccezionale, di Brad Pitt e Cate Blanchett. Effetti speciali strepitosi, peccato per la lunghezza eccessiva (quasi tre ore). Per me 3,5 stelle. Riccardo

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(Medusa multicinema, Rozzano, 18 febbraio 2009)

25/02/2009

Hancock

Hancock locandina.jpgA partire dal fumetto "Watchmen" di Alan Moore (in arrivo al cinema) è stato affrontato nella cultura pop il tema della problemi psicologici dei supereroi, fortissimi fisicamente ma spesso fragili umanamente. In questo filone si inserisce questo film, fulminante nella prima parte sui problemi personali e sociali di un supereroe alcolizzato e sui meccanismi dell'informazione e dell'opinione pubblica. Più convenzionale - e in qualche momento noiosa - la seconda parte, con Hancock alle prese con il cattivone di turno. La sensazione è quella di vedere due storie, che potremmo chiamare: "Hancock" e "Hancock 2 - Il ritorno" che però sono stati riuniti nello stesso film. Will Smith è convincente anche stavolta, dimostrando ancora una volta la sua capacità di cambiare personaggio con apparente facilità. Per me 2,5 stelle. Riccardo

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(dvd, gennaio 2009)

23/02/2009

Il cavaliere oscuro

Il cavaliere oscuro locandina.jpgSecondo episodio della più recente serie cinematografica su Batman, con Christopher Nolan alla regia (“Memento”) e Christian Bale (“The prestige”) nel ruolo del protagonista. Come nel primo film (“Batman begins”, 2005) l’idea stilistica dietro Batman e Gotham City è molto interessante, in quanto la città cupa e in mano al crimine non è più totalmente fumettistica e irreale (come nei film di Burton o Schumacher), ma è ambientata “dal vero” in città realmente esistenti, così da renderla più spaventosa, proprio perché non si tratta di mondi lontani e irrealizzabili, ma riproduce esattamente le città in cui viviamo noi oggi. In questo caso molte scene sono state girate a Chicago.

Dal punto di vista dei personaggi è interessante notare l’ottima realizzazione psicologica di Batman/Bruce Wayne, un uomo sempre completamente in preda ai propri demoni sia da supereroe che da miliardario. Sempre lo stesso uomo, eppure diversissimo (anche come voce) quando è senza la maschera. Tutto bene dunque, se non fosse che la trama del film vada per accumulo di scene più che seguire una linea vera e propria. Con il risultato di essere lunghissimo (156 minuti!) e alla fine un po’ noioso, dato che per lunghi minuti non si capisce bene dove si vada a parare e i troppi accadimenti e personaggi disorientano lo Il cavaliere oscuro (1).pngspettatore meno coinvolto nella “mitologia” dell’uomo pipistrello.

E poi c’è Joker, che merita un capitolo a parte. Dopo la tragica scomparsa di Heath Ledger (“I segreti di Brokeback Mountain” e, appunto, interprete di Joker in questo film), l’attenzione e il marketing si sono spostati tutti sull’ultimo personaggio interpretato da questo ragazzo disgraziato. Diciamo senza mezzi termini che molti avvoltoi hanno volteggiato e profittato senza scrupoli sull’idea del “film maledetto” del “personaggio che ha consumato l’attore” e così via. Persino la pubblicità del film, cosa probabilmente mai vista, è stata focalizzata sul cattivo e non sul personaggio principale. Per non parlare dei commenti e delle furbe anticipazioni che hanno parlato di “grande interpretazione”, “sicuro Oscar postumo” (come poi è accaduto), “totale identificazione” e così via. In realtà si tratta – per convenienza economica o per la nota generosità dovuta a un defunto – di giudizi eccessivamente positivi, dato che la performance di Ledger è sì buona, ma non è certo superiore a quella di Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton. Certo, si tratta di due Joker diversi: più un fumetto quello di Nicholson, più un moderno psico-serial killer quello di Ledger. Ma in generale mi è sembrato più nel personaggio Nicholson. Oltretutto per giudicare bene la performance di un attore bisognerebbe vederlo e ascoltarlo senza l’intermediazione del doppiaggio, che ovviamente impedisce di ascoltare la vera voce dell’attore (qui è ottimo il doppiaggio di Adriano Giannini, figlio di Giancarlo).

Entusiasmo e incassi record, superiori al reale valore della pellicola. Per me 2 stelle. Riccardo

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(Uci cinemas Bicocca, 26 agosto 2008)